Il fibroplasto, ossia il vero protagonista del derma: ecco come si comporta durante la biostimolazione.

agosto 01, 2016 by in Biostimolazione

Il fibroblasto, l’assoluto protagonista nel derma riceve una informazione attraverso i suoi recettori, i quali a seconda del tipo di stimolo, e chiaramente del tipo di recettore stimolato modulano una risposta biologica che si traduce nella produzione di diversi tipi di collagene.

Guardiamo nello specifico la stimolazione in senso biologico: con fattori di crescita piastrinici si determina una rigenerazione dermica con produzione di collagene reticolare che permane sino a 9 mesi.

La luce pura comporta un aumento della qualità dell’acido ialuronico. Quando invece questo viene veicolato all’interno della cute sottoforma di macromolecole (comprese tra 20 e 38 monomeri) stimola i CD44 con risultati di evidente biostimolazione.

La radiofrequenza, agisce innalzando la temperatura della cute e quindi comporta un accorciamento delle fibre collagene, per contrattura e denaturazione, con conseguente miglioramento dell’aspetto cutaneo, ma con realizzazione di danno biologico.

Appare chiaro che metodiche quali LED, microtraumi cutanei, veicolazione di principi attivi specifici, determinano biologicamente un incremento (sia in acuto che in cronico) della capacità di perfusione del letto capillare. Capacità che potrebbe essere collegata, alla luce dei dati disponibili in Letteratura, a cambiamenti architetturali delle strutture perivascolari e periadipocitarie, verosimilmente legate alle modificazioni di natura biochimico‐funzionale.

Metodiche quali radiofrequenza, veicolazione di particolari principi attivi, onde acustiche, causano una riorganizzazione del collagene di tipo I.

Le 7 azioni di APS® permettono, combinando le varie metodiche, di poter agire determinando una biostimolazione o una bioristrutturazione a seconda del bisogno e della necessità che ha il paziente che abbiamo di fronte.

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